
corso giacomo matteotti, 58
faenza ra, italia
P.IVA 01367440391

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unesco e l’identità visiva che racconta il valore di un territorio
unesco e l’identità visiva che racconta il valore di un territorio



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12 mar 2026
Comunicazione
Il riconoscimento di Faenza come Città Creativa UNESCO non segna solo un traguardo istituzionale. Segna anche l’inizio di una nuova fase, fatta di relazioni internazionali, co-progettazione con la comunità e valorizzazione di un patrimonio culturale che da secoli rende il territorio un punto di riferimento nell’artigianato artistico. A dare forma visiva a questo passaggio c’è un elemento centrale: la nuova identità approvata dal Segretariato UNESCO di Parigi, progettata dalla designer Ivana Pantieri.
un’identità visiva non è un dettaglio
Quando una città entra in una rete internazionale come quella delle UNESCO Creative Cities, non basta esserci. Serve anche sapersi raccontare con coerenza, autorevolezza e riconoscibilità.
Per questo la definizione dell’identità visiva rientrava tra i primi adempimenti richiesti alle città entrate nel programma a fine 2025. Il progetto visivo presentato è stato approvato a Parigi e consente ora di affiancare al nome della città il marchio UNESCO, rafforzandone la presenza in un contesto globale.
Qui il design non interviene come semplice “abito” istituzionale. Diventa uno strumento strategico. Aiuta a rendere leggibile un posizionamento. Traduce in segni un’identità culturale. Costruisce continuità tra storia locale e visione internazionale.
il progetto: continuità, riconoscibilità, evoluzione
La nuova identità visiva di Faenza Città Creativa UNESCO è stata progettata da Ivana Pantieri, già autrice del city brand Faenza Città della Ceramica, introdotto nel 2019. Il nuovo sistema visivo non rompe con il passato, ma lo evolve. Ed è proprio questa scelta a renderlo interessante anche dal punto di vista del branding.
L’impianto originario viene conservato. Restano il richiamo a elementi stilistici di ascendenza Liberty e la palette cromatica ispirata al berrettino, lo storico smalto azzurro tipico della maiolica faentina del XVI secolo. A questo sistema si integra ora anche il payoff City of Crafts and Folk Arts, che colloca Faenza nel perimetro specifico del network UNESCO dedicato all’artigianato artistico e alle arti popolari.
È un passaggio che racconta come si costruisce un’identità forte: con coerenza tra radici, linguaggio visivo e scenario futuro.
faenza, unesco e il valore di una marca territoriale ben costruita
L’ingresso di Faenza nella rete delle Città Creative UNESCO, ottenuto il 31 ottobre 2025, rappresenta il riconoscimento di una storia lunga secoli. Ma perché questo riconoscimento produca valore nel tempo, servono strumenti capaci di tenere insieme reputazione, visione e comunicazione.
Nel lavoro per Faenza c’è proprio questo: una continuità visiva che rafforza il riconoscimento e, allo stesso tempo, apre la marca territoriale a una dimensione internazionale più ampia.
Una marca territoriale ben progettata è funzionale a:
aumentare la riconoscibilità del territorio;
creare coerenza tra istituzioni, cultura e sviluppo;
facilitare il dialogo con reti nazionali e internazionali;
attrarre attenzione, collaborazioni e nuove opportunità;
dare una forma condivisa all’identità di una comunità.
Faenza con la nuova identità visiva si inserisce proprio in questo spazio. Non come elemento accessorio, ma come parte di una visione più ampia.
La notizia della nuova identità visiva di Faenza Città Creativa UNESCO, merita attenzione perché mostra bene cosa significa progettare identità oggi.
Non si tratta di “disegnare un logo”. Si tratta di ascoltare un territorio, riconoscerne i codici profondi, selezionare i segni giusti e costruire un sistema capace di durare, rappresentare e orientare.
È qui che branding e cultura si incontrano davvero.
E quando succede, l’identità non si limita a comunicare un valore. Lo rende visibile.
Il riconoscimento di Faenza come Città Creativa UNESCO non segna solo un traguardo istituzionale. Segna anche l’inizio di una nuova fase, fatta di relazioni internazionali, co-progettazione con la comunità e valorizzazione di un patrimonio culturale che da secoli rende il territorio un punto di riferimento nell’artigianato artistico. A dare forma visiva a questo passaggio c’è un elemento centrale: la nuova identità approvata dal Segretariato UNESCO di Parigi, progettata dalla designer Ivana Pantieri.
un’identità visiva non è un dettaglio
Quando una città entra in una rete internazionale come quella delle UNESCO Creative Cities, non basta esserci. Serve anche sapersi raccontare con coerenza, autorevolezza e riconoscibilità.
Per questo la definizione dell’identità visiva rientrava tra i primi adempimenti richiesti alle città entrate nel programma a fine 2025. Il progetto visivo presentato è stato approvato a Parigi e consente ora di affiancare al nome della città il marchio UNESCO, rafforzandone la presenza in un contesto globale.
Qui il design non interviene come semplice “abito” istituzionale. Diventa uno strumento strategico. Aiuta a rendere leggibile un posizionamento. Traduce in segni un’identità culturale. Costruisce continuità tra storia locale e visione internazionale.
il progetto: continuità, riconoscibilità, evoluzione
La nuova identità visiva di Faenza Città Creativa UNESCO è stata progettata da Ivana Pantieri, già autrice del city brand Faenza Città della Ceramica, introdotto nel 2019. Il nuovo sistema visivo non rompe con il passato, ma lo evolve. Ed è proprio questa scelta a renderlo interessante anche dal punto di vista del branding.
L’impianto originario viene conservato. Restano il richiamo a elementi stilistici di ascendenza Liberty e la palette cromatica ispirata al berrettino, lo storico smalto azzurro tipico della maiolica faentina del XVI secolo. A questo sistema si integra ora anche il payoff City of Crafts and Folk Arts, che colloca Faenza nel perimetro specifico del network UNESCO dedicato all’artigianato artistico e alle arti popolari.
È un passaggio che racconta come si costruisce un’identità forte: con coerenza tra radici, linguaggio visivo e scenario futuro.
faenza, unesco e il valore di una marca territoriale ben costruita
L’ingresso di Faenza nella rete delle Città Creative UNESCO, ottenuto il 31 ottobre 2025, rappresenta il riconoscimento di una storia lunga secoli. Ma perché questo riconoscimento produca valore nel tempo, servono strumenti capaci di tenere insieme reputazione, visione e comunicazione.
Nel lavoro per Faenza c’è proprio questo: una continuità visiva che rafforza il riconoscimento e, allo stesso tempo, apre la marca territoriale a una dimensione internazionale più ampia.
Una marca territoriale ben progettata è funzionale a:
aumentare la riconoscibilità del territorio;
creare coerenza tra istituzioni, cultura e sviluppo;
facilitare il dialogo con reti nazionali e internazionali;
attrarre attenzione, collaborazioni e nuove opportunità;
dare una forma condivisa all’identità di una comunità.
Faenza con la nuova identità visiva si inserisce proprio in questo spazio. Non come elemento accessorio, ma come parte di una visione più ampia.
La notizia della nuova identità visiva di Faenza Città Creativa UNESCO, merita attenzione perché mostra bene cosa significa progettare identità oggi.
Non si tratta di “disegnare un logo”. Si tratta di ascoltare un territorio, riconoscerne i codici profondi, selezionare i segni giusti e costruire un sistema capace di durare, rappresentare e orientare.
È qui che branding e cultura si incontrano davvero.
E quando succede, l’identità non si limita a comunicare un valore. Lo rende visibile.